Il valore delle memorie

Il prezzo di un bene ha sempre a che vedere con il suo valore. Che valore ha una fotografia?
Alcune fotografie possono valere migliaia di euro, altre valgono poco più del supporto su cui sono stampate. Ma spesso il valore percepito di una fotografia è legato al modo in cui la sentiamo legata al nostro passato, alla nostra esistenza e alle nostre memorie di ieri.
Per cui, la domanda giusta forse sarebbe: per quanto tempo sarà amata una fotografia? Quanto a lungo resterà sulla parete del nostro salotto, per quante volte ci soffermeremo quell’attimo in più per sollevare gli occhi e ricordare, con nostalgia, con orgoglio, con appagamento? Il valore della nostra fotografia dipenderà da questo.

Sono mamma di tre figli, e sono abituata a dare valore al tempo. Le ore di una giornata sono brevi, a volte come un frullo di ali: alzarsi al mattino per prepararli per la scuola, accompagnarli e poi andarli a riprendere in posti diversi della città, cercare di concedere loro attimi di svago e attività strutturate, ciascuno in corrispondenza della sua età e dei suoi desideri; lavarli, nutrirli, trovare il tempo per coccolarli, per ascoltarli, per fare di loro gli adulti che saranno domani. Il tempo che passa non si ferma e niente che noi facciamo ha la possibilità di tornare. Ecco perchè è così importante raccontarlo.

Siamo testimoni della vita dei nostri cari. Ed ho imparato con gli anni che i momenti che conserviamo nel cuore con più tenerezza sono spesso privi di ricordi fotografici. I giorni dell’innamoramento, quando anche il cielo sembra rosa ciliegio. I giorni dell’attesa di un figlio, quando portare il pancione equivale ad essere sollevate in aria da mille palloncini leggeri come i nostri sogni sul piccolo che verrà. I giorni in cui diventiamo genitori, e la nostra vita cambia per sempre in un modo che mai avremmo potuto immaginare. I giorni in cui i figli sono solo nostri e quelli in cui ci rendiamo conto che appartengono a sè stessi. I giorni in cui si daranno ad altri. E mille mille mille altri infiniti giorni che resteranno dentro di noi e di loro, facendone le persone che sono e che siamo.

Vorrei avere una immagine per ognuno di questi giorni. La prima volta al mare. La prima volta che hanno visto la pioggia.
Ma le prime volte non si programmano. Accadono, e basta. Immaginate di avere quella foto, in cui vostro figlio si alza in piedi per la prima volta per avanzare verso di voi. O quella in cui il suo sorriso è tanto grande da farvi intravedere il biancheggiare del suo primo dentino nella gengiva ancora vuota. La foto che non scatterete oggi non sarà tra i vostri ricordi di domani, ma quella che state pensando di donare a voi e alla vostra famiglia… forse sarà quella che vi commuoverà per anni.

Tornando allora alla domanda iniziale: che valore ha una fotografia? Siamo davvero certi che valga meno di un passeggino della nuova favolosa marca, che sarà usato soltanto per pochi mesi? O del giocattolo più in voga del momento, che probabilmente finirà nello scaffale soltanto dopo pochi giorni? O forse il suo valore va ben oltre di quel pezzo di carta, di quel file salvato da qualche parte nell’hard disk, di quel quadro orgogliosamente appeso alla parete…
Ci sono fotografie buone e fotografie pessime. E ci sono fotografie uniche. Sono queste quelle che faranno la differenza nella vostra vita e in quella dei vostri figli. Voglio presentarvi la mia, non dal punto di vista di fotografa (troppo scontato), né di madre (troppo facile), ma di figlia.

Il valore delle memorie

Questa immagine è un bianco/nero del 1930. Stampata su carta ancora bellissima, ma estremamente piccola, forse 7x10cm. Chi l’ha scattata non c’è più e col passare degli anni sono scomparsi anche loro, i tre fratelli ritratti. Il mio papà, il fratellino più piccolo, ci ha lasciati a 91 anni, e questa fotografia è sempre rimasta sul suo comodino da quando ho memoria. Guardandola – perchè adesso è passata sul mio comodino – mi piace pensare che adesso loro siano di nuovo tutti e tre insieme a chiedersi se tutto questo tempo, i giorni, le loro vite, siano davvero trascorse. Forse da qualche parte lassù c’è ancora un bosco simile a questo, dove il tempo non esiste, dove tre bambini possono ancora ridere e giocare e magari, in mezzo alle fronde, ritrovare tanti amici scomparsi lungo la strada.

Che valore ha questa minuscola stampa? Per chiunque altro, nessuno, ma per me, semplicemente, non ha prezzo.
Tramandate qualcosa ai vostri figli. Tramandate ricordi e pezzi della loro storia, documentati, visivi. Anche se pensate che magari non possano apprezzarli.
Vi stupiranno.